Smettere di allattare: trauma o un’occasione per crescere insieme?
Una delle paure più diffuse tra le mamme che pensano di smettere di allattare è questa:
“E se smettendo di allattare stessi creando un trauma al mio bambino?”
È una preoccupazione comprensibile, che nasce dal desiderio profondo di proteggere il proprio figlio e di non fargli vivere dolore.
Ma spesso questa paura si basa su una visione poco realistica della frustrazione, del pianto e del “no” nella crescita dei bambini.
Ma è importante dirlo con chiarezza: smettere di allattare non è automaticamente un trauma.
Può diventare, invece, un’importante occasione di crescita relazionale ed emotiva, se accompagnata nel modo giusto.
Perché il pianto del bambino ci destabilizza così tanto?
Sentire piangere il proprio bambino è profondamente frustrante per un genitore. Il pianto attiva l’istinto dell’adulto che si prende cura, tocca corde profonde della sua storia e innesca una risposta rapida.
Questo non è un errore: è un meccanismo che la natura ha previsto per la sopravvivenza del neonato.
Attraverso il pianto, il bambino comunica un bisogno e l’adulto si attiva per intervenire.
Ma crescere non significa eliminare ogni frustrazione.
Il pianto è un modo di comunicare dei bambini
È fondamentale ricordarlo: il pianto è uno dei principali strumenti di comunicazione del bambino, soprattutto nei primi anni di vita.
Quando tuo figlio piange perché non riceve il seno, non sta manipolando né chiedendo troppo.
Sta esprimendo un’emozione intensa che non ha ancora le competenze per gestire autonomamente.
Il problema non è il pianto in sé, ma come viene accolto.
Il ruolo dell’adulto: non solo rispondere, ma guidare
Se da un lato il pianto attiva l’adulto, dall’altro è importante ricordare che il genitore non può intervenire sempre “sedando” la frustrazione.
Il compito dell’adulto non è solo rispondere ai bisogni, ma anche guidare.
La crescita è fatta di:
- cambiamenti
- attese
- limiti
- frustrazioni
Ed è inevitabilmente costellata anche di no.
Smettere di allattare può mettere il bambino di fronte a momenti di frustrazione, pianto e crisi, anche quando il percorso è rispettoso e graduale.
Questo non significa che stai sbagliando.
Le reazioni dei bambini durante lo smettere di allattare
Le reazioni dei bambini quando si smette di allattare non sono tutte uguali.
Dipendono da diversi fattori:
- il temperamento del bambino
- l’età e il livello di maturazione emotiva
- il modo in cui, nel tempo, i suoi bisogni sono stati accolti
- la qualità della relazione genitore-bambino
Alcuni bambini protestano intensamente, altri piangono a lungo, altri ancora si arrabbiano o si disorganizzano. Queste reazioni non indicano automaticamente un trauma. Sono modalità di comunicazione.
Smettere di allattare è un trauma?
Un bambino non vive un trauma perché prova emozioni intense.
La difficoltà nasce quando il bambino viene lasciato solo dentro quelle emozioni.
Se l’adulto resta presente, disponibile, emotivamente vicino, allora il bambino può attraversare quel momento difficile senza sentirsi abbandonato.
Se tu sei lì, lo accompagni, lo contieni e gli dai un senso a ciò che sta vivendo, non stai creando un trauma. Stai offrendo una base sicura.
Un’occasione di crescita emotiva e relazionale
Smettere di allattare può diventare un’importante occasione per:
- accompagnare il bambino nella conoscenza delle proprie emozioni
- aiutarlo a fidarsi dell’adulto che lo sostiene
- favorire la maturazione emotiva
- rafforzare la relazione, anche nel cambiamento
Non è annullando tutte le emozioni negative che aiutiamo i nostri figli.
È insegnando loro come attraversarle, con un adulto presente accanto.
Il compito del genitore
Come genitore, il tuo compito non è evitare ogni difficoltà , ma offrire strumenti, presenza e capacità .
Stare vicino al tuo bambino nel momento di passaggio, nel pianto e nella frustrazione, fa la differenza:
- nel modo in cui vivrà questo cambiamento
- nella fiducia che svilupperà verso l’adulto
- nelle competenze emotive che porterà con sé nel futuro
Smettere di allattare non è solo una fine.
Può essere un nuovo inizio di crescita condivisa.
Vuoi essere accompagnata in questo percorso? Prenota subito il percorso!
Autore: JESSICA DAL BORGO, IBCLC, Consulente Professionale in Allattamento Materno
Per ulteriori informazioni e consigli, non esitare a contattarmi. Ogni percorso è unico e merita di essere affrontato con il massimo rispetto e cura.
