Allattamento notturno: guida alla posizione sicura da sdraiate
Se hai deciso di allattare, l’allattamento notturno farà parte del tuo percorso per un po’ di tempo, almeno fino ai 12 mesi di vita del tuo bambino. Non solo perché i neonati richiedono poppate frequenti, sopratutto nelle prime settimane e mesi di vita, ma anche perché la produzione di latte materno dipende fortemente dalle poppate notturne.
Spesso però ci sono delle insicurezze rispetto a quale sia la modalità migliore per riposare, rassicurare e nutrire il proprio bambino durante la notte.
Spesso mi sento dire: “Voglio allattare il mio bambino di notte, ma come posso farlo in sicurezza?”
È una domanda importante, e merita una risposta chiara, rassicurante e soprattutto realistica.
Perché sì: l’allattamento notturno è fondamentale, sia per la mamma che per il bambino. Lo dicono anche le due maggiori organizzazioni che si occupano di sicurezza e salute mondiale, l’AAP e l’OMS, le quali raccomandano l’allattamento al seno come pratica per ridurre il rischio di SIDS.
Perché la notte è così speciale per l’allattamento
Durante le ore notturne, nel corpo della mamma succede qualcosa di prezioso:
✨ sale la prolattina, l’ormone che sostiene la produzione del latte e ha un effetto rilassante sia per mamma che per il bambino facilitando l’addormentamento.
✨ aumentano melatonina e triptofano (che si trova nel latte materno ed è un precursore della melatonina), favorendo il risposo e la ciclicità del sonno.
La natura ha pensato a tutto: il latte della notte aiuta il bambino ad addormentarsi e a regolare il suo ritmo sonno–veglia, e aiuta anche la mamma a ritrovare il sonno dopo la poppata.
Ecco perché le poppate notturne sostengono la produzione di latte e il benessere di tutta la diade. Non sono un’abitudine sbagliata: sono fisiologia.
Ma le linee guida dicono che il bambino deve dormire nel suo lettino…
Sì, le linee guida APP parlano chiaro: il bambino dovrebbe dormire nello stesso ambiente dei genitori per il primo anno di vita, ma su una superficie propria, piana e sicura. Non è dello stesso parere L’OMS che invece sostiene la possibilità di condividere la stesa superficie del letto, ovviamente con delle condizioni imprescindibili. Ne parleremo più avanti in questo articolo.
Molto spesso le mamme si ritrovano a passare le notti sedute ad allattare, combattendo contro il sonno e lottando con la speranza che il proprio bambino non si risvegli nell’esatto istante in cui viene appoggiato nella culla.
Se questo non succede il neonato finisce nel letto dei genitori, magari al centro e con un’alta probabilità di rischio.
Oppure può succedere che, per rimanere sveglie si allatti in poltrona o sul divano… questa è una situazione molto rischiosa: anche se si pensa di non addormentarsi la pressione del sonno e la stanchezza potrebbero avere il sopravvento… Il neonato potrebbe scivolare o incastrarsi tra le coperte.
Non voglio fare terrorismo, ma renderti consapevole che alcune scelte possono non essere adeguate alla sicurezza del sonno notturno.
E quindi come fare ad allattare di notte in sicurezza?
La posizione sicura per allattare di notte: allatta da sdraiata!
Spesso le mamme adottano questa postura in maniera molto istintiva: la mamma si sdraia sul fianco e il suo corpo, in modo del tutto naturale, crea una piccola “culla” protettiva intorno al bambino.
Il braccio con cui si appoggia e il gomito piegato fanno da barriera morbida verso il cuscino, mentre le ginocchia leggermente piegate creano uno spazio contenuto che impedisce al bambino di scivolare verso il basso o sotto le coperte. Il bambino è vicino, pancia contro pancia, in una posizione che favorisce il contatto, la suzione e la tranquillità reciproca.
Questa postura non è solo comoda: è anche una scelta che favorisce sicurezza e ascolto. Possono essere utili cuscini per sostenere la schiena e le gambe. Aiuta il bambino a restare nella giusta posizione, evita che possa rotolare a pancia in giù e permette alla mamma di percepire ogni suo movimento. Il contatto visivo e olfattivo rimane costante, il seno è facilmente accessibile e la poppata scorre in modo naturale.
In questo modo il corpo della mamma fa ciò che sa fare meglio: contenere, proteggere, nutrire, e allo stesso tempo riposare. E quando la poppata finisce, molto spesso entrambi si riaddormentano con dolcezza, senza dover cambiare posizione o alzarsi dal letto.
Una ricerca condotta dalla Lache League e il Dott. James McKenna hanno evidenziato che:
“se la mamma ed il bambino dormono insieme si sviluppa l’attaccamento madre-bambino, i ritmi del sonno della madre e del bambino si regolano armoniosamente, la madre acquista una maggiore esperienza nel cogliere e rispondere ai i bisogni del suo bambino, e sia la mamma sia il bambino riescono a riposare meglio. Dormendo insieme, inoltre, è più facile che la mamma continui ad allattare il bambino a richiesta – un aspetto tutt’altro che trascurabile per consentire che la produzione di latte si mantenga sempre adeguata.”
E ancora:
“Il sonno condiviso sia un’esperienza positiva per tutti i membri della famiglia di un bambino allattato al seno e che non dovrebbe essere considerato fonte di alcun pericolo purché i genitori prendano …. precauzioni”
Articolo completo:
https://www.lllitalia.org/genitori-di-giorno-e-di-notte/dr-e-pericoloso-dormire-con-il-proprio-bambino.html
Quali sono le precauzioni? Ecco le condizioni imprescindibili
Le condizioni per fare un co-sleeping in sicurezza sono le seguenti:
- non fumare
- Non avere assunto droghe
- Non aver assunto alcool
- Non aver assunto farmaci che provocano sonnolenza
- Non essere obesi
- Non condividere la stanza con animali
- Non avere spazi dove il bambino si possa incastrare
- Non condividere il letto con altri bambini più grandi nei primi mesi di vita*
- Non usare un materasso ad acqua o molto soffici
Particolari attenzioni si devono avere con i bambini nati prematuri, con basso peso alla nascita o reflussanti.
Dormire vicini ma sicuri: side-sleeping
Ampliamo la superficie del letto in sicurezza! I lettini Side-sleeping possono essere la giusta risposta per le famiglie! Un’ottima soluzione è utilizzare un lettino di semplice design, progettato per essere accostato al letto dei genitori.
Le due superfici del materasso devono essere alla stessa altezza e combaciare perfettamente, e il lettino dovrebbe essere ancorato in modo stabile al letto, così da evitare che il bambino possa incastrarsi tra i due materassi.
In questo modo il bambino ha il suo spazio contenuto, sicuro e adatto a lui, ma resta vicino alla mamma e al papà . La mamma può facilmente avvicinarsi al bambino per la poppata notturna, allattandolo da sdraiata in posizione sicura.
Così la notte diventa più tranquilla: il bambino riposa nel suo spazio protetto e la mamma pota nutrirlo senza doversi alzare o assumere posizioni rischiose, favorendo un sonno più sereno per entrambi.
Dormire e allattare in sicurezza è possibile!
Infine voglio dirti che:
Allattare di notte non è solo nutrire: è regolare, calmare, proteggere, creare legame e crescere insieme.
E lo puoi fare in modo sicuro, morbido, rispettoso della fisiologia e delle raccomandazioni.
Autore: JESSICA DAL BORGO, IBCLC, Consulente Professionale in Allattamento Materno
Per ulteriori informazioni e consigli, non esitare a contattarmi. Ogni percorso è unico e merita di essere affrontato con il massimo rispetto e cura.
